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5 segreti del Blended Learning

Il blended learning è un metodo formativo molto efficace, nato nel corso degli ultimi dieci anni, che utilizza sia la formazione online che in presenza fornendo agli allievi un controllo ottimale sul tempo e sul ritmo della formazione. Utilizzando una strategia corretta di eLearning, sia le aziende che le istituzioni formative hanno tratto vantaggio dal blended learning, dalla sua efficienza sul piano dei costi e dall’efficienza generale che questo approccio garantisce se sfruttato a dovere.

Il blended learning va oltre il semplice mettere assieme momenti di aula con contenuti online. Per massimizzare i risultati, richiede dei passi misurati e integrati.  Ecco i 5 segreti per avere un modello operativo di blended learning dall’efficienza massima:

  1. Struttura: Nel pianificare il corso, prepara una roadmap dell’intero programma diviso in attività didattiche dedicate agli obiettivi chiave di formazione. È necessario presentare in anticipo ai partecipanti i test scritti importanti, le scadenze per gli esercizi e le date di consegna delle presentazioni.

 

  1. Interattività: Le componenti online degli esercizi richiedono una progettazione minuziosa per essere interattive. Integrare attività, quiz e domande sugli obiettivi, basando il tutto su problemi, incoraggia la partecipazione. Quando si aggiungono componenti interattive, bisogna adottare una prospettiva più ampia, al fine di sfruttare il blended learning al massimo.

 

  1. Canale di comunicazione aperto: Gli esseri umani sono creature sociali. Trovarsi faccia a faccia online è diverso dall’essere nella stessa stanza. Quando si ha a che fare con molte persone, alcune potrebbero essere introverse, altre potrebbero distrarsi facilmente… è imperativo aprire più canali di comunicazione per poter affrontare eventuali problemi. Bisogna essere disponibili a rispondere a domande e risolvere dubbi tramite canali di comunicazione multipli, a cominciare da Skype. E quando si nota scarso coinvolgimento, bisogna fare un passo ulteriore e stimolare le persone per coinvolgerle nelle attività.

 

  1. Integrare attività di gruppo: Il blended learning non è poi così diverso dall’apprendimento in classe. In una classe si creano attività di gruppo che migliorano la formazione e attività simili possono essere integrate anche nel blended learning. Bisogna dividere gli studenti in gruppi e dar loro attività da svolgere, o creare sotto-gruppi da far competere fra loro. Le persone possono interagire tramite chat di gruppo e raggiungere i loro obiettivi.

 

  1. Valutazione: Una formazione strutturata sul ritmo della persona, talvolta, può spingere alla lentezza e a un rilassamento eccessivo. Delle valutazioni regolari mantengono alta l’attenzione. È necessario che le date, i materiali legati ai corsi e qualsiasi materiale di ricerca indipendente vengano forniti per la preparazione ai test di valutazione.

Quali sono i punti di debolezza del blended learning?

Il blended learning unisce il meglio dei due mondi, online e offline. Ha però dei punti deboli: per esempio, dev’essere supportato dai giusti software per poter rendere al meglio. Nell’era digitale, quando la maggior parte dei millennial ha accesso alle tecnologie più recenti, è semplice implementare moduli di blended learning efficaci. L’unico prerequisito è che vengano pensati e implementati da personale disponibile a monitorare e applicare modifiche in corsa sulla base dell’osservazione pratica.

By |2017-09-22T15:43:50+00:00settembre 9th, 2015|Formazione, News, Software|0 Comments

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Marketing della Formazione, eLearning analyst, learning tech fan, Instructional designer, Formatore

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