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Rinunceresti all’attestato finale di un corso on-line se questo ti venisse erogato gratuitamente? Stando ad alcune recenti ricerche condotte a livello globale, pare che la risposta sia assolutamente sì. E’ questo il patto alla base della crescita impressionante del fenomeno dei MOOC a cui si assiste da circa 2 anni. I MOOC-Massive Open Online Course - sono iniziative di formazione a distanza condotte da consorzi di università ed enti di ricerca o anche da privati alle quali l’utente può prendere parte in forma del tutto o quasi gratuita. I primi fornitori in questo campo di corsi universitari o di livello universitario sono Edx, Coursera e Udacity che non richiedono alcun costo per l’iscrizione.

I MOOC hanno riportato in auge un tema che sembrava non riscuotere più interesse da parte delle istituzioni educative e culturali: la formazione on-line come strumento per acquisire competenze e conoscenze da spendere sul mercato del lavoro. Oggi dunque si torna a parlare di questo tema da un rinnovato punto di vista: esiste una domanda crescente di formazione attraverso strumenti digitali che sia flessibile, economica e di qualità.

Secondo recenti ricerche condotte negli Stati Uniti, un terzo degli studenti iscritti a qualche percorso di formazione post secondaria ha preso parte ad almeno un corso on-line durante un anno accademico. Questo significa in cifre, ad esempio, che nel 2011 (ultimo dato utile) 6.7 milioni di studenti nord americani hanno preso parte ad almeno un corso online.

Ecco alcuni affermazioni che definiscono il mercato dell’educazione on-line post-secondaria statunitense (secondo una ricerca condotta da BabsonSurveyResearch Group):

• I corsi on-line sono considerati critici per la strategia a lungo termine di una istituzione

• L’accettazione del valore dell’E-Learning per l’istituzione è in crescita

• I manager accademici iniziano a pensare che la formazione on-line sia efficace quanto o più della

formazione in presenza

• La formazione on-line è considerata strategica per consentire la flessibilità dello studente

Il mercato europeo in generale non può considerarsi allo stato livello di maturità di quello statunitense, e la situazione italiana nel contesto europeo vede il nostro paese in una situazione di arretratezza nell’adozione di nuove tecnologie per la formazione.

Secondo alcuni recenti dati Eurostat, è rimasto invariato in Europa il numero di persone che utilizza internet per scopi formativi. Ci sono pochi paesi, tra cui la Finlandia, dove si registra una crescita significativa nell’uso di Internet per scopo di apprendimento.

Il sistema di istruzione e di formazione europeo sta cominciando ad incorporare tecnologie digitali nelle sue metodologie didattiche. OpenupED è un’iniziativa, la prima, sponsorizzata dall’Unione Europea per dare visibilità a tutte le iniziative MOOC (o simili) condotte nei paesi Europei.

Tuttavia una piena accettazione delle TIC (tecnologie dell’informazione e della comunicazione) è ancora lontana a venire. Dalle indagini governative emerge che il 70% degli insegnanti nella UE riconosce l’importanza della formazione in pedagogie sostenute dalle TIC, ma il loro ruolo nello sviluppo di una scuola completamente digitalizzata è ancora debole. Secondo la Commissione Europea, in Europa solo il 30% degli studenti frequentano una scuola ricca di supporti digitali e ben il 35% degli studenti sono in scuole caratterizzate da deboli strategie digitali.

Eppure gli studenti europei e italiani hanno le medesime esigenze formative dei colleghi statunitensi e anche la disponibilità di mezzi per accedere alla formazione on-line è in Italia a livelli del tutto simili agli USA (diffusione di device mobili, presenza della banda larga nelle case, cultura digitale, ecc). Esiste dunque una domanda di formazione che allo stato attuale del mercato italiano non viene pienamente soddisfatta da iniziative condotte da istituzioni locali ed in lingua italiana, ma viene parzialmente soddisfatta dal prendere parte ad iniziative in lingua inglese lanciate a livello globale.

L’osservazione del fenomeno dei MOOC non solo dal punto di vista dell’utente finale o dell’istituzione, ma anche ad esempio dal punto di vista del successo imprenditoriale, fornisce uno spaccato quanto mai veritiero del mercato delle tecnologie per l’educazione. Il mercato dell’e-learning si è dimostrato infatti dal 2012 ad oggi un terreno fertile per iniziative imprenditoriali, arrivando alla quota di 6 miliardi di dollari investiti negli ultimi 5 anni da venture capital. Le iniziative MOOC sono state ovviamente al centro di questi investimenti: Coursera ad esempio ha raccolto investimenti per 65 milioni di dollari, ma anche Udemy, Udacity e Lynda hanno attratto notevoli capitali.

In conclusione, i fenomeni a cui assisteremo  nei prossimi anni, e che cambieranno il significato della parola formazione, stando all’opinione degli analisti sono:

  •          Affermazione piena del concetto di formazione lungo tutto l’arco della vita ma fuori dai vincoli spazio-temporali
  •         Riconoscimento di fatto all’interno del curriculum formativo delle attività di auto-formazione condotte on-line
  •         Affermazione dei device mobili, quali tablet e smartphone, come piattaforme per l’apprendimento